Spesso i genitori possono manifestare preoccupazione per i loro figli quando sembrano perdersi in un mondo fantastico, quando raccontano e credono in cose che non sono in realtà mai successe.

Perché questo accade? I bambini possono ricorrere alla fantasia e, successivamente, alla bugia, perché hanno paura di prendere posizione su se stessi, di guardare la realtà così come é. Sono spesso immersi nella paura, nel dubbio, in un’immagine di sé povera, nel senso di colpa.

Costruiscono un mondo fantastico perché trovano difficile vivere nel loro mondo reale.

Sono incapaci di far fronte a ciò che li circonda e quindi ricorrono a un comportamento difensivo, agendo anche in maniera opposta a come realmente si sentono.

È importante osservare e capire che, spesso, sono costretti a mentire: l’ambiente attorno può essere troppo severo e incoerente, nutrire aspettative troppo difficili da soddisfare per il bambino o non essere in grado di accettarlo per quello che è.

Se gli altri non accolgono le loro emozioni, non li ascoltano e non li capiscono, neanche loro riescono a farlo: il risultato é che rischiano di non accettarsi loro stessi.

Ricorrono quindi a questo comportamento difensivo: la bugia.

La fantasia diventa un mezzo attraverso cui possono esprimere quelle cose che fanno fatica a dire e ammettere, che non vengono accolte o sostenute dall’ambiente circostante.

In terapia queste fantasie vengono prese sul serio, come espressione delle emozioni per poterci entrare in sintonia. Si comincia, così, a sentirle, accettarle, capirle. Senza giudicarle. Riflettendo le loro emozioni, anche i bambini cominceranno a conoscerle e accettarle, dare loro un nome e un senso.

In questo, ovviamente, anche i genitori e la famiglia vengono coinvolti e accompagnati alla scoperta dei significati, del valore e dell’importanza delle emozioni che si trovano alla base di queste “piccole bugie” e del processo attraverso cui sono state costruite. 

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